Pubblicato da: terradiversilia | aprile 11, 2011

Compignano

Nella parte sud-est del nostro comune, già in parte circondata dalle colline del comune di Lucca, si trova Compignano che vive di un clima più interno, dove il mare e il suo colore si intravedono lontano, dietro verdi colline che quasi fanno da corona a questa località.

Per giungere a Compignano, una volta presa la strada per Lucca e giunti alla sommità del colle di Quiesa che divide il comune di Massarosa da quello di Lucca, invece di imboccare la discesa che ci porterebbe alla bella città toscana, deviamo per una stretta strada che proprio dal passo si diparte ancora salendo per poco più di due chilometri, fino a un ampio piano che occupa proprio l’intero crinale di questi colli: un belvedere naturale fatto a tratti di oliveti terrazzati e prati, e gelosamente custodito dai suoi boschi di castagni, lecci, querce e carpini.

Compignano (© Amerigo Pelosini)

Appena qui giunti ci accoglieranno due ville, villa Hernandez e villa Baldini. Quest’ultima, celebrata a ragione come la regina delle ville massarosesi, nasce, pur non appartenendo storicamente a questa categoria, su una tipologia di edificio abbastanza diffuso in Toscana: cioè quello della villa medicea.

Le ville medicee sono complessi residenziali fatti costruire dalla famiglia Medici nei dintorni di Firenze nel XV e XVI secolo che rappresentavano per quella famiglia, oltre un centro residenziale, anche un vero e proprio referente di un sistema territoriale sviluppatosi per rappresentarne gli interessi sociali ed economici, segno visibile e tangibile della loro potenza, nonché luogo funzionale alla sicurezza cittadina. Si distinguono per una armonica distribuzione delle parti in una forma essenziale e solida, caratterizzata dalla compattezza dei volumi e dalla sobrietà delle decorazioni.

Compignano, Villa Baldini (© Kriszta 13, by Panoramio)

Villa Baldini per caratteristiche architettoniche sue proprie, e per una stessa disposizione territoriale del piazzale esterno e del giardino, esteso a terrazze, presenta analogie con una delle più celebrate di queste ville, cioè villa Medicea della Pietraia, a parte il torrione intorno al quale si sviluppa quest’ultima, parte ed eredità di una precedente costruzione.
Già proprietà dei Brunelleschi e successivamente degli Strozzi, poi fatta rimodellare, secondo canoni e gusti propri dell’epoca, dal granduca Ferdinando I che affidò l’opera di ristrutturazione, avvenuta dal 1576 al 1589, a Bernardo Buontalenti, architetto e artista versatile, progettatore della villa di Pratolino e della fortezza del Belvedere, in Firenze, nonché del porto di Livorno. Villa Petraia, è stata, durante il periodo di Firenze capitale, residenza reale per essere infine donata nel 1919 allo stato italiano, ed è oggi museo aperto al pubblico.

Anche villa Baldini, volendo continuare in questo raffronto, è ricca di pagine di storia. Costruita secondo diversi autori nel XVI secolo, per altri nel XVII, per volere di una nobile famiglia lucchese, quella dei Neri, finì infine, dopo varie proprietà, in quella di Elisa Bonaparte Baciocchi la più intraprendente fra le sorelle di Napoleone che nel 1805 ottenne il titolo di principessa di Lucca e Piombino, dove governò cercando di portare nel piccolo stato idee e riforme che erano proprie dell’amministrazione napoleonica.

Compignano, chiesa di San Frediano, facciata e campanile

Infine nel 1809, annessa la Toscana alla Francia, fu di questa regione la governante con il titolo di granduchessa, finché a seguito della definitiva caduta dell’impero napoleonico nel 1815, dei suoi diversi e prestigiosi titoli altro non le rimase che questo di contessa di Compignano.

Elisa Baciocchi divenne proprietaria della tenuta di villa Baldini, allora Mansi, il 16 ottobre del 1812. Ed è in questa dimora che dal 3 marzo al 5 giugno del 1815 venne a trascorrere i “cento giorni” della sua agiata prigionia la sorella Paolina Bonaparte, così diversa da Elisa, ricercata e tormentata protagonista della vita mondana dell’epoca, famosa per la sua bellezza immortalata in una statua da Canova, che la raffigurò come Venere Vincitrice (1804-1805), statua oggi conservata presso la Galleria Borghese a Roma.
Distante da villa Baldini alcune centinaia di metri villa Hernandez si alza su di un terrapieno sostenuto da un robusto muro di contenimento, in una zona dove viene generalmente indicato il nucleo più antico del borgo di Compignano. Le sue origini sembrano arrivare al XV secolo quando la famiglia lucchese dei Trenta qui decise di costruire una casa di campagna, che unisse le caratteristiche del luogo di soggiorno e svago a quello di una sede amministrativa dei loro fondi e interessi agricoli, sviluppando anche qui quel sistema di insediamento di villa-fattoria che è il più consono a descrivere la natura di tante ville storiche del nostro comune.

Compignano, chiesa di San Frediano

Ma lasciati questi nobili edifici ai loro fasti e al loro passato continueremo, sempre percorrendo una strada che attraversa quasi l’intero crinale di questi colli per alcune centinaia di metri, fino alla piccola chiesa di San Frediano. Menzionata per una prima volta in documenti del XIII secolo, dell’antico edificio ben poco rimane nell’attuale costruzione, peraltro difficilmente databile, posta sulla sommità di un dolce poggio e circondata di piante d’ulivo che qui vengono a riaffermare la laboriosità e la mitezza di queste terre.

Accanto alla chiesa si alza il campanile: una robusta struttura che ricorda nella parte superiore quello di Gualdo, se non fosse per l’assenza della ringhiera in ferro. Alla base di questo si notano dei conci di calcare locale che erano parte di una torre militare e di altre strutture coeve. Oltre che nell’innalzamento del campanile furono successivamente usati anche nella costruzione di alcune case sorte nei paraggi, e di una struttura più antica, posta lungo il sentiero che porta alla località Castellaccio.

Poco più in basso della chiesa rimane un piccolo cimitero ora abbandonato: modesto spazio rettangolare chiuso e recintato da un muro di pietre, con una piccola cappella, addossata al centro della parete posteriore, a cui sono compagne alcuni lapidi in marmo bianco, tra le erbe e le incurie del tempo e degli uomini.

Sotto le due ville sorgono alcune abitazioni strette una all’altra, e disposte in un piccolo borgo. Altre abitazioni di più recente costruzione s’affacciano nei paraggi della chiesa, dietro una piccola pineta che qui viene a ricordarci uno sbuffo marino. Lungo la strada che abbiamo appena percorso vediamo qualche altra costruzione, e qualche tetto, qua e là spunta tra le chiome degli alberi.

Sentiero da Quiesa a Compignano (© Amerigo Pelosini)

Ma all’ultima rilevazione fatta dal comune di Massarosa leggiamo che Compignano è abitata da quattro maschi e quattro femmine per un totale di otto abitanti. Niente se paragonati ai 112 abitanti qui registrati all’inizio del XIX secolo. Tornano dunque le stesse considerazioni fatte per Montigiano: di una zona dal forte fascino turistico che però non riesce a conciliare questa sua vocazione al mantenimento di una vitalità demografica e sociale del territorio.

Com’è naturale per un luogo di tanto fascino e ricchezze ambientali esso si trova al centro di vari sentieri escursionistici che qui convergono dalle località intorno. Uno che sale da Massaciuccoli, attraverso boschi di lecci, carpini e roverelle, s’inoltra poi per una piccola selva di querce da sughero, per poi continuare, da qui fino a Balbano, per una strada che a tratti presenta un fondo acciottolato, sostenuta da muri di terrazzamento ai cui lati si possono ancora vedere antichi paracarri in pietra.
Acciottolato che per alcuni tratti risale a un periodo romano. Compignano infatti sembra mutuare il proprio nome da Campinius, colono o proprietario romano che aveva possesso del colle. Toponimo dunque di chiara origine romana.

© Tratto da “Massarosa terra di Versilia”, A. Lini-A. Pelosini, Caleidoscopio, Massarosa (LU), 2006. Vietata ogni riproduzione, salvo il diritto di citazione, l’uso personale previa citazione o diverso accordo con l’autore. Le fotografie appartengono ai rispettivi autori, dove indicato, nella relativa licenza d’uso.


Risposte

  1. bellissima villa,buona posizione e fantastico panorama.Ho avuto modo di visitarla per la raccolta delle olive,oliofantastico e testimonianza di storia.
    E non mi vergogno affatto a dirlo(da ex operaio “baldiniano” mi piace la villa,
    e da Balbano dove abito io è facilmente visibile.


Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Categorie

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.